Penthos





…e di cani e d'augelli orrido pasto
lor salme abbandonò.







Pénthos









…E quando mi chiese
perché dobbiamo morire
mi accorsi che la domanda giusta era
perché viviamo.
Avrei voluto risponderle che
il perché della mia vita era lei
ma mi accorsi che non era con me









Non è con me
e se non è con me
allora non è per me
e se non è per me
allora è morta
ma senza trasformazione
senza atto
materia morta
mai esistita









Il suo diritto è su tutto
anche per te e
poiché ella esercitò
così presto il suo potere
non lederò il compianto in rituali
Come il prode Achille
trascinò nella polvere
il corpo del fiero Ettore
lontano dal rito del fuoco
Divorerò avidamente ogni
singolo brandello d’afflizione
e da essa mi lascerò divorare





Lascerò che l’Ade
prematuramente m’inghiotta
che mi renda morto fra i vivi
camminerò nel mondo senz’anima
Che le fiere dell’oltretomba
sbranino ogni rimasuglio d'umanità
che ogni empietà e blasfemia
colmino la mia anima e mi nutrano d’odio
fino a che un latrato immondo 
si levi crudele sino a raggiungere i cieli
e le più oscure viscere della terra
raggiungendo ogni essere non terreno
Che sia inumato il tuo ricordo amorevole
dimenticato e coperto da una coltre d’odio
funerea quanto un cielo privo di stelle
che ogni luce tema di splendere
che ogni raggio venga inghiottito dall'oscurità
che sia nero, come il tuo futuro negato
che anch’io non abbia più futuro





Crescerai forte e sana
sarai come una roccia
il tempo ti levigherà 
ma non consumerà
e ti donerà una splendida forma
crescerai forte e sana
sarai come una roccia
il tempo consumerà 
questo menhir forte e stanco
ti darò tutta la forza che posso
che mi prenda la Gheenna
con tutte le sue armate
che sia fuoco e fiamme
che mi sia inflitta ogni pena
che tu cresca forte e sana
come una roccia.









Il sonno mi guida
strale d’inconscio
nel quale sprofondo
mari assopiti e candide vette
scintillii e bagliori incantati
ma non vedo il tuo volto
non posso afferrare le tue braccine
non vedo il tuo visino









È una valle di morte
un campo di battaglia sterminato
in cui la speranza è stata dilaniata.
I ricordi non sono fiori
ma squarci nella terra
lacerazioni su cadaveri squartati
sbranati da cani e corvi.
L’ agonia è non morte
nefasto banchetto di demoni immondi.









Mnemosyne è il dolore
e nessuna delle sue figlie mi protegge.
Senza sosta, tra sonno e veglia
tu mi guidi sull’Acheronte
mentre io anelo la grotta di Hypnos
e al Lethe abbandonarmi.
Le sue acque sono il riposo
per questa ombra nella materia
senza perfezione né metempsicosi
che sia solo riposo.









Confiteor 
quia peccavi nimis cogitatione, 
verbo, opere, et omissione 
Pénthos
mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa
Ideo precor Misereatur









L’acqua è luce
la luce è terra
la terra è fuoco
il fuoco è aria
l’aria è luce
La vita e la morte
il prima e il dopo
luogo del sempre






Maledetto siano il ventre
ed il seme che generano
privazione ed abominio.
Benedetto sia il frutto 
che rivela l’identità dell’albero
e la sua immacolata innocenza.






Chi ti proteggerà,
chi ti cullerà nelle notti tempestose
su quale petto poggerai 
il tuo piccolo capo addormentato
Quali mani ti stringeranno 
chi abbraccerai in cerca di conforto
Chi ti proteggerà






Quest’eone è la morte
Quest’eone è l’inferno 
Quest’eone è il dolore
Quest’eone è la punizione
Disgiungetemi dal mortale






Tu sei l’amore
se così dovrà essere
aspetterò 
la trascendenza
di mille forme 
e ti abbraccerò in
un eone di pace
che fermerà quell’istante
nell’infinito sempre






Un’istante eterno cui
udrò i tuoi primi vagiti
ti vedrò crescere e
muovere i tuoi primi passi
Curerò la tua prima sbucciatura
conforterò i tuoi fallimenti e 
le tue delusioni
Ti spronerò a dare il meglio
accompagnandoti nell’esser donna
Un attimo eterno in cui 
tutto sarà perdonato
e avremo un’altra possibilità






Come un cielo d’estate
nessuna nuvola
nessuna perturbazione
suoni muti, parole dissolte
Come nubi sul mare piatto
spirano su increspature impercettibili
Come gocce di rugiada al mattino
scivolano su foglie assopite
Come vecchi soli nelle case
aspettano silenti, dimenticati
Come il ricordo di chi non è più con noi






Marzo - Aprile 2023