AMORTE
…e quando la goccia cadde
nessuno seppe dire se fosse una lacrima o rugiada
se fosse gioia o tristezza né perché
AmorTe
Esiste un’ombra strana nel bosco,
si nasconde tra gli alberi e le foglie.
Se ne sta rintanato nella foresta e,
arrivato ai suoi limiti, sta fermo lì e guarda
La gente del villaggio ne ha paura,
dicono sia un orco o uno spirito malvagio
ma nessuno di essi davvero l’ha mai visto.
Solo una bimba, più bella di una principessa,
con un sorriso come una giornata di primavera
un giorno, andò nella foresta e lo vide.
Lei scoprì che gli animali del bosco erano suoi amici,
che beveva dai ruscelli, parlava con gli alberi,
giocava col sole, coi cervi e gli orsi.
Così l’orco la prese e le fece vedere che
quella foresta che da fuori sembrava
così oscura e tenebrosa, dentro
era un piccolo mondo di pace.
Ma quando la gente del villaggio si accorse
che la bimba era scomparsa, prese torce e forconi
e andò nel bosco in cerca di quell’orco per ucciderlo.
Allora la bimba tornò al villaggio
ma di tanto in tanto torna nel bosco per giocare con quell’orco.
Ti vedo ma non scorgo il tuo volto
eterea presenza che non posso raggiungere.
La felicità è questa buia prigione dell’incompiuto
l’emarginazione dell’inesistenza, confinamento ed esilio.
Voglio bruciare e morire, straniero nel mondo degli uomini
rattrappire nella solitudine, cancellato nella dimenticanza.
La vita non continua.
Sarà questo un mondo migliore e
sarà un buon giorno per morire.
Per te, sarà un giorno come un altro.
Qualcuno mi troverà dopo giorni
forse dal lavoro manderanno qualcuno
e tu, non lo saprai nemmeno.
Forse un giorno mi manderai un messaggio
io non risponderò e penserai ancora
a qualche mio capriccio, a non volervi bene.
Il mio mandato in questo mondo sarà scaduto
nostra figlia non saprà chi sono né chi sono stato.
Per lei, non sarò nemmeno un ricordo.
Sarà come non fossi mai esistito
meglio così, non ne soffrirà.
Forse quel giorno sarò riuscito a sognarla
sarò riuscito a vedere il suo viso e
magari, persino a toccarla.
Andrò via, senza lascito in questo mondo
a tutti tocca morire ma, per i mostri
come me, per tutti è un bel giorno.
Nel sonno fluttuo sfiorando l’abisso
nel sonno trasmigro in altri mondi.
Gli eterei spazi dell’inconscio si aprono e
m’inghiottono in viaggi ancestrali e futuristici.
Nel sonno sono verità.
Nel sonno nessun limite carnale m’imprigiona
nel sonno desidero sprofondare
nel sonno, voglio congiungermi all’abisso.
È maledetto il seme che ha generato la pianta
cosi è maledetta la pianta
ed è maledetto il frutto che è stato generato
e tutti sono maledetti perché è maledetta
la radice primigenia che li ha nutriti.
"Lascialo stare ch’è come suo padre"
"Pezzo di merda, figlio di puttana
stavo aspettando che sbagliassi per dartele"
"Tu sei maledetto da dio!”
"Maledetto fin dalla nascita!"
Io voglio solo correre e giocare a pallone.
Non tagliare il cordone ombelicale, lascia che mi strangoli
non voglio stare in questo mondo di grandi.
Prendo le botte, prendo gli insulti
e il resto che fate non è abbastanza per colmare
mi faccio la cacca addosso "ma sei grande adesso!"
Prendo le botte, prendo gli insulti
“Ti sparo in faccia mentre siamo a tavola
come ha fatto il mio collega”.
Prendo le botte, prendo gli insulti
“Gesù Cristo che ti ha fatto!”
mi ha già dimenticato.
Prendo le botte, prendo gli insulti
non posso andare a giocare
non posso guardare la tv.
Prendo le botte, prendo gli insulti.
Giace a terra ma non è più un uomo
“Sei stato tu?”
Ho fatto a lui ciò che lui ha fatto a loro.
É tutta una pozza putrida di sangue
non posso più riconoscere il suo volto
fammi rimettere insieme i pezzi.
E quell’albero sta ancora là
lui sa cos’è successo
“Sei stato tu?”
Se solo le voci smettessero
di urlare nella mia testa!
Sono qui? Sono ora?
Non legatemi più al letto per favore
non sedatemi più per favore
voglio sapere che giorno è oggi.
Sono arrivati i referti, questa volta non ce la farò
e tu, invece, non hai detto niente
avete rovinato la mia vita eppure ero lì
lo avete meritato?
Il cancro vi ha divorato
il mio cancro è ancora qui
ogni mattina quando apro gli occhi
l’ho meritato?
Emarginato, diverso, escluso, recluso
ho pagato colpe che non sapevo di avere
l’ho meritato davvero?
Non sarei mai dovuto nascere.
Sono stanco di ascoltarle
sono stanco di sentirle
corro per casa tirando pugni nell’aria
corro per casa imprecando
ma erano solo le voci.
Sono stanco di non essere qui
sono stanco delle convulsioni
sono stanco dei fili bianchi di saliva
sono stanco di non controllare il mio corpo
sono stanco di non poter fare cose elementari
sono stanco di svegliarmi e di vivere la stessa merda
sono stanco di non controllare la mia mente
sono stanco di rantolare sul pavimento
sono stanco di non ricordare
di vivere nella spirale di male che mi avete fatto.
Lo terrò lí, accanto al letto, sul comodino
non sarà per voi ma per me.
Forse cesserà la paura e tornerò ad essere uomo
prima non ne avevo.
Quel freddo acciaio sveglierà il calore della pace
sarà a sinistra, tutte le volte che mi sono svegliato
le mani erano li.
Sarà un attimo senza pensiero, senza esitazione
sarà uno di quei momenti, in cui non so di essere qui.
Voi pensate di sapere ma io parlo per simboli
sapete decifrare i miti, i testi antichi o i sogni?
Sapete cosa dicono, di cosa parlano e
soprattutto sapete di cosa vogliono parlare?
Così vi accontentate di ciò che volete sentire
vi accontentate delle cose che vi circondano
auto, casa, lavoro. La vostra vita è tutta lì
ma prima di sentirvi tristi o prim’ancora
di vomitare sentenze o di chiedere perché
pensate: sono stato io o siete stati voi?
Non puoi richiamare le anime dal mondo dei morti
esse sono tornate alla primigenia materia inerte.
Non vi è né luce né compianto
né coscienza né suono o voce.
Esse sono metamorfosi agitata e continuo mutamento
il riposo dell’incoscienza e della nullessenza.
In questa vita o in un’altra
in questa dimensione o in un’altra
in forma di umani spiriti
o di eteree entità
o come minuscole particelle disgregate
dalla separazione degli atomi
Noi staremo insieme


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