Crucifige
L’odio ti ha tramutato in pietra,
Come se tu fossi un’altro Messala!
Macellati come bestie
nel rimpianto e nel dolore
nella solitudine imposta
nell’amore strappato
dov’è la tua grazia?
Questo mondo è una carcassa
Dio è con noi
nella morte e nel dolore
nella perdita e nel rimpianto
nella solitudine e nella malattia
Dio è con noi
nella nascita e nella speranza
nella resurrezione e nel lascito
nella gioia e nell’Unione col prossimo
Dio è con noi
nella sua assenza
Il bianco e il nero sono
l’uno l’assenza e l’altro
la presenza o assenza di luminosità
eppure sono parte di un uno
che non è separato o
opposto a se stesso
pertanto anch’essi non sono
separati l’uno dall’altro.
Cosi il buio e la luce sono
l’equilibrio l’uno dell’altro
ed e’ cosi anche per
la terra e l’aria, il fuoco e l’acqua
Ogni elemento coesiste in equilibrio
con il proprio opponente
eppure la presenza dell’uno
è l’assenza dell’atro.
Non fanno eccezione
il maschio e la femmina
dove vi è uno è assenza dell’altro
e la loro coesistenza sempre più
è reciproca distruzione
I figli non sono più amore
ma brama di possesso e
dimostrazione di potere
e laddove non vi è amore,
cosi come per la luce con l’oscurità
vi è solo spazio per il suo opposto.
…e il divino venne estirpato
dal cuore dell’uomo
così fu per il suo regno
e vennero posti in luoghi lontani
cosicché gli uomini potessero
cercarli ma mai trovarli.
Essi si frapposero fra gli uomini
il divino ed il suo regno e
promisero che lo avrebbero trovato
se avrebbero seguito ciò che loro
avrebbero decretato giusto o sbagliato
e chiamarono queste dottrine
che preservavano il potere di quegli.
E le dottrine divisero gli uomini che
si combatterono ed uccisero a vicenda
e gli uomini inseguirono le dottrine
dimenticando il divino ed il suo regno
del quale erano parte.
Fummo uno e diventammo due
e quando tornammo nulla più fu
I vivi erano già morti e i morti
rimasero morti, nelle spoglie di
particelle infinitesimali, senza stato
senza atto né trasformazione se non
nella disgregazione della materia.
Mangiammo ciò ch’è morto
e lo rendemmo morto
il leone che ci sbranò, perí anche lui
nessun calice ci fu porto
nessuna unione, nessuna coscienza
ci disintegrammo nella null’essenza
Non ti sei saziato d’inedia e romitaggio
né di deprivazione, esecrazione, mortificazione
La tua è fame ingorda, depravata
la tua essenza generatrice è il male
come una puttana poco avvenuta
vomiti su questo mondo il male fatto uomo
strappando dall’unione ciò ch’è puro,
umiliandolo nella carne, nella deprivazione
o nella estenuante ricerca di effimerità
delle quali sei avido divoratore.
La tua maledizione è la mia esistenza
e la mia esistenza è la tua maledizione.
La mia disgregazione sarà assoluta
non sarò più carne per la bestia
Sotto la tua protezione ci siamo rimessi
sotto la tua protezione abbiamo cercato rifugio
Dei Genetrix hai disprezzato le nostre suppliche
hai decretato che noi non siamo la prova
hai dimostrato che non siamo degni.
Ci hai abbandonati al male
perché noi non siamo tuoi figli
e non esiste misericordia per noi.
Rimettiamo le nostre anime
all’abisso dell’eterna notte
Non viviamo
e non vivremo dopo la morte
non vivremo nei nostri figli
e anche loro moriranno
anche loro sono carne morta
Morirò d’amore in solitudine e silenzio
fin dove arrivano le montagne?
perché si confondono col cielo?
Morirò d’amore in una buia cella
se segui il ruscello ti porterà fino al mare
lì potrai sostare e ristorarti
Morirò d’amore
nella pace dei boschi e della pioggia
nelle nubi oscure e nei caldi raggi del sole
in un fiore di campo e nello specchio del mare
Lí mi potrai trovare
Maggio, Giugno 2023

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